giovedì 23 febbraio 2012

Sheamus e Beaker. Quando i Muppets sono parenti dei wrestler

Si avvicina Wrestlemania, e torno a parlare di wrestling. O meglio, sfioro l’argomento, trattando per la precisione una peculiare caratteristica di un giovane wrestler, l’irlandese Sheamus. Questo promettente atleta ne ha a bizzeffe, di particolarità, di cui una ben sottolineata dalla WWE stessa. Somiglia infatti a uno dei personaggi dei Muppets, Beaker, e in una puntata di Raw che vedeva i celebri pupazzi come ospiti, Sheamus ha interagito proprio con Beaker, facendoci scoprire addirittura che sono parenti!
Il wrestler ha infatti salutato Beaker (capendo perfettamente le sue parole, cosa che riuscirebbe solo a un familiare stretto) e gli ha chiesto di dire alla zia che non sarebbe andato da lei... Eh, questi wrestler sono sempre impegnatissimi, non come i Muppets: nella stessa puntata Kermit si è beccato un bel bacio dall’incantevole Kelly Kelly, per la “gioia” di Miss Piggy (che dal canto suo non ci ha pensato due volte prima di palpeggiare il muscoloso John Morrison, ma va be’).
Se rinasco, non voglio essere un wrestler, ma uno dei Muppets. Così magari vanto una parentela con Sheamus, Rey Mysterio o forse Hulk Hogan.
No, Hulk Hogan no, altrimenti divento parente anche dei suoi irreprensibili figli.

domenica 22 gennaio 2012

Antenne paraboliche

Seguo da molto tempo il wrestling (come potete vedere su questo stesso blog) e un particolare della scorsa puntata di Smackdown mi ha portato a una riflessione. All'ingresso del suo table match contro Sheamus, il suo avversario, Wade Barrett, ha avuto per un istante le luci addosso che hanno evidenziato ancor più il particolare delle sue orecchie paraboliche. Ho pensato che non c'è attualmente nessun wrestler su cui una caricatura verrebbe meglio, e mi sono divertito a spulciare il web in cerca di immagini.
Qualche tempo fa, trovai per sbaglio un sito di wrestling, fornitissimo di caricature, davvero ben fatte, ma non ricordo se Wade Barrett era tra gli immortalati. Non sono riuscito a ritrovarlo, ma ho pescato comunque una caricatura abbastanza fedele all'originale e al contempo divertente.
Per farvi capire di chi sto parlando nel caso non siate esperti del settore, inserisco una foto dell'originale, diciamo. Buona visione e fatemi sapere cosa ne pensate :-)

martedì 27 dicembre 2011

Secondo concorso Art Cafè - Caffè Blues

Questa volta non vi annoierò a lungo, voglio solo segnalarvi che il concorso di cui vi ho parlato negli ultimi interventi si è concluso. Come lo scorso anno, i lavori dei partecipanti sono stati raccolti in un ebook, un piccolo modo per dire grazie a quanti hanno creduto in questo progetto. Vi rimando al mio sito ufficiale per conoscere i vincitori, per altre notizie e per scaricare gratuitamente l’ebook e godervi tutti i lavori, tra cui figurano due mie poesie che hanno sfiorato il podio.
Buona lettura e buon anno.
http://www.paolomerenda.it/caffe-blues-secondo-premio-letterario-art-cafe-14-12-2011/

lunedì 28 novembre 2011

Snoopy non si lascia scoraggiare facilmente

Chiusi i termini per partecipare al secondo concorso Art Café Maglie, i partecipanti attendono la serata finale, del 14 dicembre, per sapere i risultati. Ora, non è che un esordiente aspetti tanti giorni con le dita incrociate per vedere se verrà premiato o no, ma ogni tanto la considerazione “chissà se sarà piaciuto” attraversa la mente. Con un’altra forma verbale, “chissà se piacerà”, sono molte le carriere artistiche che terminano prima ancora di cominciare. Il timore di veder bocciato un parto della propria mente può portare conseguenze, con le dovute proporzioni è come se un figlio venisse giudicato con voti bassi al saggio atletico di fine anno scolastico.
Ma un timore del genere deve fermare un ragazzo o una ragazza che vogliono provare a entrare in questo mondo? La risposta, ovviamente, è no. Leggere molto è importante, cesellare un proprio stile altrettanto, ma a volte un rifiuto può essere l’anticamera di un futuro successo. E questa ultima asserzione non vale solo per la scrittura, ma per tutti gli ambiti della vita.
L’uomo è un essere che vive in comunità. Questo basta per capire che non possono essere schivati i confronti tra due singoli o gruppi di persone. I confronti, le “sfide”, giungono sempre: a scuola, nel lavoro, nella vita amorosa, in quella sociale. Evitarne qualcuna, ad esempio quelle dei concorsi letterari, non evita in automatico le altre. Quindi, perché fuggire?
Complimenti pertanto a quanti hanno partecipato, restate sintonizzati per conoscere i vincitori. Io faccio solo da veicolo pubblicitario, potevo partecipare e ci sono due poesie in attesa di giudizio. Incrocio le dita con voi.


sabato 8 ottobre 2011

Nuovo concorso letterario

Lo scorso anno, qui vi proponevo un concorso letterario. Quanto detto allora vale ancora oggi, cioé un concorso letterario serve a quanti vogliono farsi conoscere dal grande pubblico, e sopratutto da un pubblico di persone del settore. Questa volta torno con la seconda edizione dello stesso concorso. Inutile lamentarsi dello stato in cui versa l'arte in Italia se non si fa nulla per cambiare le cose, no? Uno dei modi è partecipare a manifestazioni simili, affinché la voce (e la penna) di quanti hanno questa "vocazione" non vada dimenticata. Quindi, buona scrittura.

Concorso letterario nazionale di racconti e poesie
ART CAFE' (seconda edizione)

Regolamento:
Art.1
Possono partecipare al concorso tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto il 18esimo anno di età, ovunque residenti.
Art.2
I partecipanti potranno inviare opere edite e inedite, fermo restando il pieno possesso dei diritti d'autore. Le opere devono essere in lingua italiana o anche in dialetto regionale, purché accompagnate da traduzione. Non è richiesto nessun tema specifico.
Art.3
I limiti cui attenersi sono massimo 20.000 battute per i racconti e 50 versi per le poesie. Ogni partecipante potrà concorrere fino a un massimo di cinque opere.
Art.4
Le opere in concorso andranno inviate via mail, in formato Word97, corredate da un file attestante il titolo delle opere proposte, e le generalità dell’autore (nome e cognome, indirizzo completo di via, N., CAP, Città, Provincia, Regione), telefono, e-mail, età, professione, e inoltre la dichiarazione firmata: “Autorizzo il trattamento dei dati ai fini istituzionali (D.Lgs/2003)”. Le opere devono essere assolutamente anonime, pena l’esclusione, i dati saranno riportati nell’altro file. I lavori non saranno restituiti. La partecipazione al concorso è gratuita.
Art.5
Le opere vanno inviate entro e non oltre il 15 novembre 2011 al seguente indirizzo: angelaleucci@gmail.com, riportando in oggetto Concorso Art Cafè.
Art.6
Le opere saranno valutate, a giudizio insindacabile e inappellabile, da una giuria composta da esperti.
Art.7
La Giuria sceglierà tre opere vincitrici (premiate con targhe e pergamene) e una rosa di opere segnalate. La Giuria si riserva la facoltà, ove lo ritenga opportuno, di non assegnare premi. La premiazione si svolgerà in il 14 dicembre 2011 a Maglie, presso Art Cafè in via Ferramosca.
Art. 8
Opere vincitrici e segnalate confluiranno in un e-book scaricabile gratuitamente. Tutti i partecipanti conserveranno i diritti d'autore delle opere proposte.
Art.9
I vincitori dovranno ritirare il premio personalmente o, in casi eccezionali, delegando persona di loro fiducia.
Art. 10
La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.

P.S. Se siete interessati a leggere l'antologia scaturita dalla prima edizione, questo è il link per scaricarla gratuitamente. Presente anche un mio racconto, "L'abito adatto per l'eterno nulla".

lunedì 5 settembre 2011

Quant'è bella la prevenzione!

Nel gennaio 2010, sulla bacheca di molte donne iscritte a Facebook cominciarono a comparire dei colori. Si trattava di un’iniziativa, partita da Detroit, per sensibilizzare alla prevenzione del tumore al seno, e i colori postati erano quelli del reggiseno di ogni utente che “partecipava” all’iniziativa.
L’interesse del pubblico maschile, forse un po’ troppo voyeur, una volta capito che le donne stavano indicando il colore del reggiseno, portò effettivamente attenzione verso questo male. Già qui, forse si potevano trovare altre strade per raggiungere lo stesso risultato, ma è stata semplicemente scelta una strada come un’altra.
Il fondo si è toccato, a parer mio, con la campagna seguente, lanciata forse da pervertiti repressi. Infatti, per aderire alla campagna successiva bisognava indicare dove si posava la borsetta, introducendo con “mi piace”. Ora, un utente di sesso maschile cosa pensa quando legge “mi piace sul tavolo in cucina”? Più che a una borsetta, direi a una posizione del kamasutra. Che poi, tra l’altro, indicare dove si posa la borsetta come può sensibilizzare alla prevenzione del cancro?
Con la “moda” degli ultimi giorni, consci di aver già toccato il fondo con “mi piace sulla poltrona vibrante”, ci si è spinti oltre, e si sta scavando. Leggiamo un messaggio tipo: “36 cm 8 minuti”. Adesso, innanzitutto cosa c’entra col cancro al seno, e in che modo si previene indicando due numeri? E ancora, questi due numeri a cosa vi fanno pensare? Inutile girarci intorno, lunghezza del sesso maschile e durata delle prestazioni. La gioia dei voyeur, forse gli stessi che hanno promosso l’iniziativa.
Invece si tratta della misura delle scarpe, seguita da “cm” (e non “misura scarpe”, giustamente) e dai minuti che si passano davanti allo specchio quando le donne si pettinano. Trovo che, oltre che fuorviante (fa pensare a tutto tranne al tumore al seno, come anche la questione della borsa), svilisca fortemente il sesso femminile. Il motivo è semplice: gli organizzatori pensano che le donne siano tutte delle svampite che passano ore davanti allo specchio per pettinarsi. Il che originerebbe, secondo loro, un numero di minuti alto. Il loro sogno è una donna con 40 di piede che passa mezz’ora in bagno per pettinarsi. “40 cm 30 minuti” sensibilizza forse all’uso dell’allungapene a pompa svedese di Austin Powers, ma certamente non previene il tumore al seno.

venerdì 19 agosto 2011

Sul giornalismo


Durante i primi giorni di agosto, sono stato l’inviato di una testata per cui scrivo, Otranto Oggi, per il Mercatino del Gusto, che si è tenuto a Maglie appunto i primi cinque giorni di agosto. Ciò mi ha portato a vivere questo lungo evento, giunto alla dodicesima edizione, da un altro punto di vista: quello di chi deve fare informazione e, pur usufruendo dei benefit legati alla posizione (ingressi gratuiti per le serate a tema etc) non è lì semplicemente per divertirsi, assaggiare nuovi sapori o rilassarsi. Particolarmente gratificante il passaggio in cui ho intervistato il ministro Raffaele Fitto.
Sono giornalista dal millennio scorso, iscritto all’albo da 10 anni, quindi sono cose che già avevo avuto modo di capire, ma trovarmici dentro ogni volta mi porta alla mente le stesse cose: la responsabilità che abbiamo verso i lettori. Quasi tutto sugli stand e alle serate era pregevole, i gusti si sposavano bene con il tema delle varie occasioni d’incontro, quindi il mio lavoro è stato relativamente facile, ma mi è capitato altre volte di stroncare tale o tal’altra cosa.
Ora, esistono principalmente due tipi di lettori, con le varie sfumature tra un estremo e l’altro: l’ipercritico e chi ripone cieca fiducia. Il primo tipo non si ferma a ciò che legge, e quindi saggia da sé la bontà di quanto scritto. Il secondo tipo però si fida del giornalista di turno, a volte non capendo che si tratta di una persona come lui, con convinzioni più o meno condivisibili (basti pensare alla differenza tra Bruno Vespa, Enrico Mentana e Michele Santoro).
Quanto cambia la vita di queste persone un articolo o un servizio televisivo? Per questo sono sempre più convinto che non ci si svegli giornalista, bisogna avere la predisposizione, la passione, e sopratutto l’onestà verso se stessi e i lettori. I lettori possono cambiare il modo di pensare in base a quel che leggono, la responsabilità nei loro confronti è massima. Anzi, sono convinto che i giornalisti, più che i politici, decidano le sorti delle elezioni. Se non è responsabilità questa...